mercoledì 23 novembre 2011

"E con gli occhi chiusi pensò a una canzone, e tra i denti cominciò a cantarla, sicché, senza ragione, una lacrima lo trascorse e il cuscino se la bevve, la trattenne tra la stoffa e la pelle che scottava, ma quanto spesso piangeva, al ritmo disordinato delle palpebre brucianti, una canzone nella testa e il corpo annodato in uno spasmo invisibile, le lacrime si rincorrevano coinvolgendo le orecchie, quasi tutte le mattine che si svegliava.
Egli amava. Amava una ragazza e l'uomo che era diventato per lei, secondo lui.
Sorridendo le dedicò tutto quel pianto, e tirò su la testa a rimirar la pozza che gli sembrò grande abbastanza
[..] "

Andrea Pazienza, storia per tavola mai realizzata.

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